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Cos’è la dermatite atopica (DA): definizione
La dermatite atopica (DA), chiamata anche eczema atopico, è una malattia infiammatoria cronica della pelle caratterizzata da cute secca, arrossata e pruriginosa, che può interessare diverse parti del corpo. Nelle forme più intense la pelle può diventare umida (essudante) e successivamente ricoprirsi di croste.
La dermatite atopica compare nei soggetti atopici, cioè persone geneticamente predisposte a rispondere in modo particolarmente intenso a stimoli che normalmente non provocano reazioni nella maggior parte degli individui.
La dermatite atopica ha una base genetica e spesso è presente una familiarità per questa condizione o per altre manifestazioni dell’atopia. È infatti frequente che uno o più familiari abbiano sofferto di dermatite atopica oppure di altre malattie atopiche.
Tra le manifestazioni atopiche più comuni, oltre alla dermatite atopica, rientrano:
- asma atopica;
- rinocongiuntivite atopica.
Quando insorge la dermatite atopica: età ed esordio
La dermatite atopica può comparire in età diverse, anche se l’esordio è particolarmente frequente durante l’infanzia.
Secondo DermaClub, la dermatite atopica nel neonato e nel bambino può manifestarsi:
- tra i 2 e i 4 mesi di vita;
- intorno al primo anno di età;
- oppure tra i 6 e gli 8 anni.
Contrariamente a quanto si pensa, la dermatite atopica dell’adulto non è rara. Può infatti comparire per la prima volta in qualsiasi momento dopo la pubertà, fino anche oltre i 60 anni di età.
Sedi della dermatite atopica: dove compare
La dermatite atopica può interessare numerose aree del corpo e la distribuzione delle lesioni varia in base all’età e alle caratteristiche del paziente. Le manifestazioni possono comparire in una sola sede oppure coinvolgere contemporaneamente più zone cutanee.
Dermatite atopica del volto e delle palpebre
Una delle sedi più frequentemente interessate è il volto, in particolare la zona intorno alla bocca, le guance e il contorno degli occhi.
Quando l’infiammazione coinvolge le palpebre si parla di dermatite atopica delle palpebre, una localizzazione particolarmente delicata che richiede un corretto inquadramento clinico. Per approfondire questo argomento puoi consultare la pagina dedicata alla Dermatite delle Palpebre.
Dermatite atopica di mani e piedi
La dermatite atopica delle mani e dei piedi interessa prevalentemente la superficie dorsale, causando secchezza, arrossamento e prurito.
Dermatite atopica delle braccia
La dermatite atopica delle braccia interessa soprattutto le pieghe del gomito, una delle sedi più caratteristiche dell’eczema atopico. In questa zona la pelle appare spesso arrossata, secca e molto pruriginosa.

Dermatite atopica delle ginocchia
Negli arti inferiori è frequente il coinvolgimento della piega del ginocchio, sede tipiche dell’eczema atopico.

Dermatite atopica del tronco
Nei bambini la dermatite atopica può interessare anche gran parte del tronco, con aree diffuse di pelle secca, arrossata e pruriginosa.

Dermatite atopica del collo
Il collo rappresenta un’altra sede frequentemente colpita sia nei bambini sia negli adulti.

Dermatite atopica delle labbra
La dermatite atopica può interessare anche le labbra, provocando secchezza marcata, screpolature e fissurazioni spesso dolorose.

Dermatite atopica del cuoio capelluto
Quando interessa il cuoio capelluto, la dermatite atopica può manifestarsi con secchezza, desquamazione (forfora) e prurito.

Dermatite atopica dell’areola mammaria
In alcuni casi la dermatite atopica può coinvolgere anche l’areola mammaria, sia nell’uomo sia nella donna, manifestandosi come un eczema essudante e pruriginoso.

Cause della dermatite atopica
Le cause della dermatite atopica non sono ancora completamente conosciute.
Secondo DermaClub, si tratta di una condizione caratterizzata da una marcata iper-reattività cutanea nei confronti di stimoli comuni, associata a un’elevata familiarità.
Negli ultimi anni, numerosi studi hanno inoltre evidenziato come alla base della dermatite atopica possa esserci un difetto della funzione barriera cutanea. La funzione barriera è localizzata nello strato corneo ed è costituita dalle cellule superficiali della pelle e da particolari lipidi epidermici, che insieme svolgono un’importante funzione protettiva, limitando la perdita d’acqua e impedendo la penetrazione di sostanze irritanti e microrganismi.
Quando la funzione barriera è alterata, molti agenti irritanti che normalmente verrebbero bloccati riescono a penetrare nella pelle ed entrare in contatto con il sistema immunitario. Questo favorisce l’attivazione della risposta infiammatoria responsabile delle manifestazioni tipiche della dermatite atopica, come arrossamento, prurito ed eczema.
Per approfondire questo meccanismo è possibile consultare la review scientifica “Skin barrier defects in atopic dermatitis: From old idea to new opportunity”: Skin barrier defects in atopic dermatitis: From old idea to new opportunity (PMC)
Fattori scatenanti della dermatite atopica
Pur non essendo ancora completamente conosciute le cause della malattia, sono noti diversi fattori scatenanti della dermatite atopica che possono favorire la comparsa o il peggioramento delle riacutizzazioni.
Tra i principali vengono indicati:
- cambio di stagione;
- ambiente umido;
- scarsa esposizione al sole;
- contatto con polveri ambientali;
- contatto con forfore animali;
- utilizzo di indumenti sintetici e poco traspiranti;
- lavaggi troppo frequenti;
- affaticamento fisico;
- affaticamento psichico e stress emotivi;
- malattie intercorrenti;
- uso di alcuni farmaci;
- uso di creme cosmetiche.
Tra questi fattori, DermaClub attribuisce particolare importanza al contatto con l’acqua. Sebbene l’acqua non sia di per sé una sostanza irritante, nei soggetti atopici, caratterizzati da un’alterazione della funzione barriera cutanea, il contatto frequente con l’acqua può contribuire al peggioramento della dermatite.
Un ruolo importante viene attribuito anche all’umidità, che può favorire la proliferazione dei batteri cutanei, in particolare dello Staphylococcus aureus, e contribuire così al mantenimento dell’infiammazione.

Terapia della dermatite atopica: il principio del trattamento
Poiché la causa della dermatite atopica non è ancora conosciuta, non esiste una terapia in grado di eliminarla definitivamente.
L’obiettivo del trattamento è quindi quello di ridurre i sintomi della dermatite atopica e, quando possibile, individuare ed eliminare i fattori che favoriscono le riacutizzazioni, impostando un’adeguata strategia di prevenzione.
Errori comuni nella cura della dermatite atopica
Secondo DermaClub, alcuni approcci comunemente utilizzati e suggeriti da linee guida (anche internazionali) nel trattamento della dermatite atopica possono contribuire a mantenere o peggiorare l’infiammazione cutanea invece di favorirne la remissione.
Acqua e creme idratanti
Poiché la dermatite atopica è caratterizzata da una pelle molto secca, viene spontaneo pensare che applicare frequentemente creme idratanti possa migliorare la situazione. Le comuni creme idratanti sono infatti emulsioni contenenti emulsionanti che possono disgregare la funzione barriera già difettosa nel soggetto atopico.
Inoltre, l’apporto contemporaneo di acqua sulla superficie della pelle favorirebbe il dismicrobismo cutaneo e la proliferazione batterica, condizioni considerate tra i principali fattori che contribuiscono alla comparsa e al mantenimento dell’infiammazione.
Per questi motivi, l’utilizzo di comuni creme idratanti può determinare un aumento della secchezza cutanea e dell’infiammazione anziché un miglioramento.
Acqua da sola
Anche il semplice contatto con l’acqua, secondo DermaClub, può rappresentare un problema per chi soffre di dermatite atopica.
La pelle produce infatti sostanze naturali con funzione idratante che sono idrosolubili e vengono progressivamente eliminate dai lavaggi. Questo fenomeno è facilmente osservabile anche nelle persone sane quando lavano frequentemente le mani, che tendono a diventare secche.
Nel soggetto atopico, già caratterizzato da una cute costituzionalmente secca, i lavaggi possono accentuare ulteriormente la secchezza.
Umidità
Secondo DermaClub anche l’umidità rappresenta un fattore in grado di peggiorare la dermatite atopica.
È esperienza comune osservare che gli indumenti sintetici, aumentando l’umidità della pelle, possano favorire il peggioramento della dermatite, mentre i tessuti naturali e traspiranti risultano generalmente meglio tollerati.
Secondo DermaClub, l’umidità favorisce la proliferazione dei batteri cutanei, in particolare dello Stafilococco, aumentando il dismicrobismo e contribuendo così all’irritazione e al peggioramento della dermatite atopica.
Incongruenze delle Linee Guida per la dermatite atopica
Secondo DermaClub, nonostante i concetti esposti nei paragrafi precedenti siano ritenuti semplici e intuitivi, le principali Linee Guida nazionali e internazionali sulla dermatite atopica continuano a raccomandare pratiche come bagni frequenti, applicazioni ripetute di creme idratanti e impacchi umidi.
DermaClub evidenzia come queste indicazioni siano in contrasto con la propria interpretazione della malattia e arriva a ipotizzare che tali raccomandazioni possano contribuire a mantenere o aggravare la dermatite atopica invece che curarla.
Secondo DermaClub è difficile comprendere le ragioni di queste incongruenze presenti nelle attuali Linee Guida per la dermatite atopica, anche alla luce dei numerosi studi scientifici, molti dei quali provenienti da importanti gruppi di ricerca internazionali, che evidenziano il ruolo centrale della funzione barriera cutanea, del microbioma e della colonizzazione da Staphylococcus aureus nella patogenesi della malattia.
Studio su acqua dura, lavaggio e barriera cutanea nella dermatite atopica
Studio su acqua domestica e dermatite atopica nell’infanzia
Trattamento naturale della dermatite atopica: come impostarlo
Secondo DermaClub, il trattamento della dermatite atopica non dovrebbe limitarsi a ridurre temporaneamente i sintomi, ma dovrebbe puntare a eliminare i fattori che favoriscono il mantenimento dell’infiammazione cutanea.
Per questo motivo il trattamento viene impostato seguendo quattro principi fondamentali.
1. Eliminare i fattori che mantengono l’infiammazione
Il primo passo consiste nell’identificare ed eliminare i principali fattori che favoriscono la riacutizzazione della dermatite atopica.
Tra questi rientrano:
- il contatto con polveri ambientali;
- il contatto con forfore animali;
- l’utilizzo di indumenti sintetici, compresa la viscosa;
- gli stress emotivi;
- soprattutto il contatto con l’acqua, considerato da DermaClub il principale fattore responsabile del mantenimento dell’infiammazione cutanea.
Secondo DermaClub, proprio la sospensione del contatto con l’acqua rappresenta il fondamento dell’intero trattamento della dermatite atopica.
L’eliminazione dei lavaggi tradizionali pone però un problema pratico: come mantenere la pelle pulita senza utilizzare acqua e detergenti?
La soluzione proposta da DermaClub è il cosiddetto lavaggio a secco, effettuato con una soluzione di Permanganato di Potassio.
Il Permanganato di Potassio è un reagente chimico ossidante al quale vengono attribuite proprietà antisettiche, antibatteriche, astringenti e antipruriginose, caratteristiche che, secondo DermaClub, lo rendono particolarmente adatto alla detersione della cute nei soggetti affetti da dermatite atopica.
L’obiettivo del lavaggio a secco è duplice:
- evitare di bagnare e inumidire la pelle;
- controllare la proliferazione batterica, in particolare quella dello Staphylococcus aureus, considerato da DermaClub uno dei principali fattori coinvolti nel mantenimento dell’infiammazione.
Sebbene la soluzione sia preparata in acqua, la cute non viene mai realmente bagnata. Si immerge infatti un telo di cotone nella soluzione e lo si strizza accuratamente fino a eliminare completamente l’acqua in eccesso, ottenendo un panno appena umido. Il telo viene quindi strofinato delicatamente sulla pelle senza necessità di risciacquo.
Secondo l’esperienza di DermaClub, già la sola sostituzione dei lavaggi tradizionali con il lavaggio a secco può determinare un significativo miglioramento della dermatite atopica, riducendo progressivamente prurito, arrossamento ed essudazione.
2. Non usare o sospendere il cortisone
Secondo DermaClub, un altro passaggio fondamentale consiste nell’interrompere l’utilizzo del cortisone topico, qualora sia in corso.
Le attuali Linee Guida internazionali prevedono generalmente l’impiego di creme idratanti o emollienti nelle forme lievi e di corticosteroidi topici nelle forme più infiammate.
Secondo DermaClub, tuttavia, questo approccio non consente la guarigione della dermatite atopica.
DermaClub considera il cortisone topico il principale ostacolo alla guarigione della dermatite atopica, poiché il suo utilizzo ripetuto può determinare una progressiva dipendenza dal farmaco.
Secondo DermaClub, dopo la sospensione possono comparire due fenomeni distinti:
- il rebound, cioè la ricomparsa della dermatite con sintomi spesso più intensi;
- la Topical Steroid Withdrawal (TSW) o crisi d’astinenza da cortisone, caratterizzata da intenso arrossamento, edema, prurito, essudazione e marcata instabilità della pelle.
DermaClub sottolinea inoltre che l’utilizzo prolungato dei corticosteroidi può favorire la comparsa di tachifilassi, cioè una progressiva perdita di efficacia del farmaco che induce ad aumentare quantità o potenza del cortisonico, oltre a determinare effetti collaterali locali come assottigliamento della cute, teleangectasie e alterazioni della pigmentazione.
Secondo l’esperienza di DermaClub, molti dei casi considerati “gravi” di dermatite atopica non dipenderebbero esclusivamente dalla severità della malattia, ma sarebbero il risultato dell’uso prolungato del cortisone associato ad altri errori terapeutici, come lavaggi frequenti e impiego continuativo di creme idratanti.
La gestione completa della Topical Steroid Withdrawal e della sospensione del cortisone è approfondita nell’articolo dedicato.
3. Evitare creme idratanti ed emollienti
Secondo DermaClub, durante la fase attiva della dermatite atopica dovrebbero essere evitate anche le comuni creme idratanti ed emollienti.
Essendo formulate come emulsioni contenenti acqua, queste preparazioni contribuirebbero ad aumentare l’umidità della superficie cutanea e potrebbero favorire il mantenimento dell’infiammazione anziché la sua risoluzione.
Per questo motivo, secondo DermaClub, dovrebbero essere evitate tutte le creme cosmetiche idratanti ed emollienti, comprese quelle commercializzate con indicazioni quali “per il trattamento della dermatite atopica” o “specifiche per pelle atopica”. Secondo DermaClub, infatti, la presenza di acqua nelle comuni formulazioni in crema può contribuire al mantenimento dell’umidità cutanea e, di conseguenza, dell’infiammazione.
4. Utilizzare prodotti naturali privi di farmaci
Una volta eliminati i principali fattori che favoriscono il mantenimento della dermatite atopica, è possibile associare alcuni prodotti topici naturali privi di farmaci. La formulazione va scelta in base alle caratteristiche della dermatite e alla prevalenza di arrossamento, prurito, secchezza, fissurazioni o essudazione.
Dermatite atopica con arrossamento e prurito
Quando la dermatite atopica è caratterizzata prevalentemente da arrossamento e prurito, può essere utilizzata una crema lenitiva a basso contenuto di lipidi, formulata con polveri minerali come ossido di zinco e magnesio carbonato.
Queste polveri svolgono un’azione antinfiammatoria, lenitiva e assorbente, utile per contrastare l’infiammazione cutanea. Pur trattandosi di una formulazione in crema e quindi contenente acqua, questa viene assorbita dalle polveri minerali presenti nella formulazione e non genera umidità quando il prodotto viene applicato sulla pelle.
Un esempio è MOST Crema Lenitiva, da applicare generalmente una volta al giorno, preferibilmente la sera. È sufficiente utilizzarne una piccola quantità e massaggiare accuratamente fino al completo assorbimento sulle aree interessate.
Dermatite atopica con fissurazioni ed essudazione
Quando alla dermatite atopica con arrossamento e prurito si associano fissurazioni ed essudazione, è preferibile utilizzare una formulazione in unguento a base di polietilenglicoli ad alto peso molecolare e allantoina.
I polietilenglicoli ad alto peso molecolare esercitano un’azione asciugante, particolarmente utile in presenza di essudazione, mentre l’allantoina favorisce la riparazione della pelle. L’associazione dei due componenti contribuisce quindi a ridurre l’infiammazione, favorire la chiusura delle fissurazioni e controllare l’essudazione.
Un esempio di questa formulazione è PEG Unguento di MOST Skincare. Il prodotto va applicato generalmente una volta al giorno, preferibilmente la sera. Essendo un unguento, non deve essere massaggiato fino al completo assorbimento, ma distribuito sulla zona interessata formando un film sottile e uniforme.
Dermatite atopica con prurito e secchezza
Quando prevalgono prurito e secchezza, senza marcato arrossamento, fissurazioni o essudazione, può essere utilizzata una crema priva di acqua a base di ittiolo solfonato.
L’ittiolo solfonato, da non confondere con l’ictammolo, è un principio attivo di origine naturale con azione antinfiammatoria e cicatrizzante. La formulazione priva di acqua permette inoltre di trattare la cute atopica senza apportare ulteriore umidità.
Un esempio è MOST Dermictiol Crema, da applicare generalmente una volta al giorno, preferibilmente la sera, utilizzandone una piccola quantità e massaggiando accuratamente fino al completo assorbimento.
Dermatite atopica con sola secchezza cutanea
In alcuni soggetti atopici, l’unica manifestazione dell’atopia può essere una secchezza cutanea molto intensa, con o senza prurito, ma senza arrossamento, fissurazioni o altri segni evidenti di infiammazione.
In questi casi è sconsigliato ricorrere alle comuni creme idratanti o emollienti contenenti acqua, che nell’approccio DermaClub potrebbero favorire la comparsa o la riacutizzazione della dermatite atopica.
Quando il problema è rappresentato esclusivamente dalla secchezza, può invece essere utilizzato un unguento emolliente privo di acqua, capace di esercitare una forte azione emolliente e autoidratante, sfruttando l’acqua già presente nella cute senza apportarne dall’esterno.
Un esempio di questa tipologia di formulazione è Unguento Emolliente Estremo di MOST Skincare, da applicare in piccola quantità sulle zone interessate e distribuire con un massaggio prolungato.
| Stato della DA | Formulazione/prodotto |
|---|---|
| Arrossamento lieve-medio + prurito | Crema Lenitiva |
| Fissurazioni / escoriazioni / essudazione | PEG Unguento |
| Secchezza + prurito, senza arrossamento | Dermictiol Crema |
| Sola secchezza intensa | Unguento Emolliente Estremo |
Prima
Dopo trattamento DermaClub


Prima
Dopo trattamento DermaClub


Il sole come riducente della dermatite atopica
Secondo DermaClub, il sole rappresenta uno dei principali fattori naturali in grado di migliorare la dermatite atopica.
L’esposizione solare svolge infatti una naturale azione riducente sull’infiammazione cutanea e contribuisce a controllare la proliferazione dei batteri presenti sulla superficie della pelle. Per questo motivo molte persone affette da dermatite atopica osservano un miglioramento durante il periodo estivo e un peggioramento nei mesi autunnali e invernali, quando l’esposizione al sole diminuisce.
L’esposizione deve però essere graduale e mai tale da provocare arrossamenti o scottature. È preferibile iniziare con esposizioni brevi nelle ore in cui l’irraggiamento solare è meno intenso, evitando le ore centrali della giornata. La pelle può essere esposta progressivamente utilizzando indumenti leggeri e traspiranti, scoprendo di volta in volta le aree interessate dalla dermatite per il tempo necessario all’esposizione.
Secondo il protocollo DermaClub, non vanno applicate creme solari, poiché si tratta generalmente di formulazioni in crema che contengono acqua e sostanze lipidiche e che possono creare umidità e occlusione sulla superficie cutanea, condizioni considerate sfavorevoli durante la fase attiva della dermatite, oltre a bloccare tutti i benefici del sole.
L’assenza di crema solare rende però ancora più importante controllare attentamente durata e orario dell’esposizione. Nelle ore di maggiore intensità solare, la protezione deve quindi essere ottenuta principalmente attraverso ombra e indumenti, evitando l’esposizione diretta delle aree interessate.
Quando riprendere i lavaggi con acqua e detergenti
Secondo DermaClub, i lavaggi con acqua e detergenti dovrebbero essere reintrodotti solo dopo la completa remissione della dermatite atopica.
Una volta scomparsi prurito, arrossamento e lesioni cutanee, è possibile riprendere gradualmente la normale igiene personale, monitorando l’eventuale ricomparsa dei sintomi.
Qualora la dermatite dovesse riacutizzarsi, DermaClub suggerisce di sospendere nuovamente i lavaggi tradizionali e riprendere temporaneamente il protocollo con Permanganato di Potassio fino alla risoluzione dell’infiammazione.
Domande frequenti sulla dermatite atopica
Secondo DermaClub, la dermatite atopica presenta una forte predisposizione familiare. È infatti frequente riscontrare altri casi di dermatite atopica, asma o rinocongiuntivite atopica all’interno della stessa famiglia.
Il termine eczema descrive il tipo di lesione cutanea caratterizzata da arrossamento, prurito, vescicole e croste, mentre la dermatite atopica è una specifica malattia che si manifesta proprio con un eczema cronico e recidivante.
La durata di una riacutizzazione è molto variabile e dipende da numerosi fattori, tra cui l’estensione delle lesioni, i fattori scatenanti e il trattamento adottato. Alcuni episodi possono risolversi in pochi giorni, mentre altri possono protrarsi per settimane.
Secondo DermaClub, la dermatite atopica può migliorare spontaneamente nel corso degli anni, soprattutto quando compare durante l’infanzia. Tuttavia, non è raro che persista anche in età adulta o che compaia per la prima volta dopo la pubertà.
Secondo DermaClub, non essendo nota la causa della malattia, non esiste una terapia definitiva. Il trattamento ha quindi l’obiettivo di ridurre i sintomi e limitare le riacutizzazioni eliminando, quando possibile, i fattori che favoriscono il mantenimento dell’infiammazione.
Secondo DermaClub è preferibile indossare tessuti naturali e traspiranti, come il cotone e il lino, evitando per quanto possibile gli indumenti sintetici, che favoriscono l’umidità cutanea e possono contribuire al peggioramento della dermatite.
Approfondisci l’argomento sul Forum DermaClub
Se desideri approfondire la dermatite atopica, confrontarti con altre persone che stanno affrontando questa condizione o leggere le loro esperienze, puoi visitare il Forum DermaClub. Troverai discussioni dedicate, casi clinici con immagini, domande e risposte su sintomi, trattamenti e gestione quotidiana della dermatite atopica, oltre alla possibilità di condividere la tua esperienza e partecipare alla conversazione.















