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Scabbia: una parassitosi del passato oggi tornata frequente

La scabbia: una parassitosi del passato oggi molto comune

Qual è la causa della Scabbia

Gli Acari sono dei piccoli parassiti invisibili ad occhio nudo che si sono adattati nel corso dei millenni a vivere sia sugli animali sia sui vegetali o derivati. Sulla pelle degli esseri umani si è adattato a vivere un Acaro dal nome “Sarcoptes scabiei”. Non si sa quando questo parassita abbia scelto di vivere in unione con gli uomini, sta di fatto che oggi la sua esistenza è indissolubilmente legata all’uomo. In altre parole può sopravvivere solo su di noi umani e non su altri animali.

Chi viene colpito da Scabbia

Oggi non siamo più abituati a convivere con i parassiti, almeno quelli che si vedono o si sentono, mentre in passato, mettiamo nel 700, era comune avere parassiti quali scabbia o pidocchi. Nell’immaginario comune, presente anche oggi, avere la scabbia è sinonimo di poca igiene, di stato di indigenza. Invece questa parassitazione può colpire tutti indipendentemente dallo stato sociale, anche se nei contesti di promiscuità e basso tenore igienico è più frequente.

Come si prende la Scabbia

Si trasmette attraverso contatti interumani che possono essere diretti (rapporti intimi) o indiretti (lenzuola, scambi di vestiti). Frequenti sono i casi di pazienti con scabbia il cui contagio è avvenuto dopo soggiorno in alberghi anche di lusso in paesi meta di grande turismo. Altra causa di contagio è l’Ospedale dove spesso prima di accorgersi che un paziente ha la scabbia e prendere provvedimenti igienici altri pazienti vengono visitati nello stesso ambulatorio.

Quali sono i sintomi della Scabbia

Il prurito è il sintomo principale. Esso compare due settimane dopo il contagio E’ notturno cioè si fa sentire quindi la sera quando si va a letto. All’ inizio è presente all’ addome, glutei, genitali poi si può diffondere, ma non interessa mai la testa. Se la scabbia non viene diagnosticata e curata il prurito diventa insopportabile disturbando il sonno.

Cosa appare sulla pelle

Dopo qualche settimana dal contagio compaiono papule, segni da grattamento e noduli. Le sedi più frequentemente colpite sono gli spazi interdigitali delle mani, superficie dei polsi, regione ombelicale, addome, pilastro ascellare, areola mammaria, natiche e genitali.

mano interessata da scabbia

Come si esegue la diagnosi

Di solito è sufficiente una visita dermatologica. Nei casi dubbi il dermatologo eseguirà la ricerca dell’acaro al microscopio. In pratica con una lametta da bisturi farà distaccare molte squame dalla pelle delle aree solitamente colonizzate dal parassita e poi andrà a ricercare la presenza di esso tra le squame

Come eliminare l’Acaro della Scabbia

In commercio esistono preparati antiscabici che risultano poco efficaci nel debellare il parassita. I prodotti migliori sono il benzoato di benzile al 33% in olio di semi e la permetrina 5% in crema. Non esistono in commercio ma devono essere preparati come tali dal farmacista su ricetta del dermatologo.

Come utilizzare i preparati antiscabici

  • Il Benzoato di Benzile in olio di semi deve essere cosparso alla sera su tutto il corpo, ad eccezione del volto e cuoio capelluto, e mantenuto in sede tutta la notte. Al mattino bisogna lavarsi con un detergente delicato. Il trattamento deve essere ripetuto per 4 sere consecutive. Dopo 8 giorni dall’ultima applicazione bisogna ripetere l’applicazione del benzoato di benzile ma questa volta solo per una notte.
  • La permetrina in crema deve essere applicata solo per due sere consecutive. Dopo 8 giorni bisogna ripetere l’applicazione ma solo per una notte. E’ bene estendere al cura a tutti i componenti che vivono nello stesso ambiente.

Non sono necessari altri accorgimenti
Il parassita sopravvive solo per 1-2 giorni al di fuori dell’uomo. E’ sufficiente, dopo il quarto giorno di trattamento (o 2° per la permetrina) cambiare le lenzuola, asciugamani e accappatoi. Non c’è bisogno di far bollire i vestiti o disinfettare la casa.

Conclusione

La Scabbia è un’infestazione oggi comune. Riconoscerla precocemente e trattarla con il rimedio efficace avvantaggia sia il soggetto contagiato sia la comunità evitando la diffusione.
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