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Carcinoma Basocellulare o Epitelioma
Basocellulare: dalla diagnosi alla terapia
Il Carcinoma Basocellulare o Epitelioma Basocellulare, detto
anche semplicemente Basalioma, è il tumore più frequente per l’uomo.
Si stima che in Italia vi siano 150.000 nuovi casi ogni anno.
(in USA 1.000.000).
E’ un processo tumorale che interessa la cute e prende il nome
dal fatto che le cellule che degenerano sono quelle situate nello strato basale
dell’epidermide quindi denominate Cellule Basali.
Il Carcinoma Basocellulare o Epitelioma Basocellulare è anche il
tumore umano con il più alto tasso d’incremento per anno.
A differenza di altri tumori , questo ha poca o nulla tendenza a
diffondersi per metastasi; questo fatto non deve far pensare che si tratti di
un tumore cosiddetto “benigno”. Infatti nel 5-10% dei casi è di difficile
eradicazione, tende a recidivare e ad invadere e distruggere i tessuti vicini
compreso i muscoli. le cartilagini e l’osso.
Come per la maggioranza dei tumori anche per il Carcinoma
Basocellulare o Epitelioma Basocellulare la diagnosi precoce ed il trattamento
precoce è la miglior arma a disposizione della medicina.
Le cause
Nel 90 % dei casi è l’eccessiva esposizione al sole o alle
lampade a Raggi Ultravioletti (RUV) .
Infatti nel 90 % dei casi il Carcinoma Basocellulare o
Epitelioma Basocellulare compare sulle zone di cute maggiormente esposte alla
luce, come volto, capllizio per i calvi, orecchie, spalle, dorso.
Nel restante 10 % le cause sono da ricercare nella condizione genetica ( forma
familiare), o nell’uso di trattamenti con farmaci come: immunosoppressori
( trapianti d’organo), il cortisone (malattie infiammatorie croniche o
autoimmuni), chemioterapici (neoplasie). Anche i trattamenti con raggi
X (radioterapia, cobaltoterapia) inducono il Carcinoma Basocellulare o
Epitelioma Basocellulare.
I soggetti a rischio
Per il Carcinoma Basocellulare o Epitelioma Basocellulare
indotto dai Raggi Ultravioletti ( 90 % dei casi) i soggetti a rischio
sono quelli che:
· hanno una
sensibilità spiccata ai RUV; di solito sono soggetti con cute chiara, capelli
biondi e occhi azzurri. Soggetti lentigginosi con capelli rosso/rame
· che svolgono
attività all’aperto
· che trascorrono o
hanno trascorso lunghi periodi in aree tropicali o equatoriali
· che sono amanti
dell’abbronzatura artificiale con RUV
I segni d’allarme
Per una diagnosi precoce e quindi un trattamento efficace
occorre conoscere i segni d’allarme del Carcinoma Basocellulare o Epitelioma
Basocellulare.
Questi sono:
· Compare una lesione
dove la pelle si distacca e sanguina, si formano delle croste che si staccano e
si riformano di continuo.

· Compare una placca infiammatoria senza una causa
apparente che va lentamente estendendosi.

· Si forma un nodulo color carne o arrossato

· Compare una erosione rotonda dove la pelle non si riforma

· Compare una area che ricorda una cicatrice non preceduta da
trauma o ferita

L’accertamento del Dermatologo
Il Dermatologo non ha di solito difficoltà a diagnosticare dal
solo aspetto clinico il Carcinoma Basocellulare o Epitelioma Basocellulare.
Nei casi più difficili ricorre all’esame “Dermoscopico”.
Si tratta di vedere la lesione con uno strumento ingranditore e
riconoscere nell’immagine raccolta le caratteristiche del tumore.

Immagine Dermoscopica
Nei casi in cui la diagnosi clinica e dermoscopica risulti
critica si procede all’esame istologico dopo prelievo in anestesia locale di un
campione di lesione cutanea.

Immagine Istologica
Le forme cliniche del Carcinoma Basocellulare o Epitelioma
Basocellulare
Le forme cliniche in cui si può presentare il Carcinoma
Basocellulare o Epitelioma Basocellulare sono molte.
La più frequente è la forma nodulare.
Forma nodulare
Il confondimento con i nevi
Molti nevi (o nei ) soprattutto del volto hanno aspetto nodulare
e possono essere quindi confusi con il Carcinoma Basocellulare o Epitelioma
Basocellulare nella forma nodulare.
La differenza saliente è che il nevo è presenta da molti anni a
differenza del Carcinoma Basocellulare o Epitelioma Basocellulare che è insorto
in tempi recenti.
Nevo di Miescher del volto

Epitelioma basocellulare

Epitelioma Basocellulare Ulcerato Nevo
di Miescher
Forma nodulare ulcerata
La forma nodulare ulcerata è l’evoluzione della forma nodulare.
Infatti con il trascorrere del tempo i nodili tumorali tendono
ad ulcerarsi, a sanguinare, a ricoprirsi di crostosità.
La diagnosi dovrebbe essere effettuata prima della forma
ulcerata.
La forma ScleroCicatriziale.
A differenza di quella nodulare questa può non essere notata per
molti anni. Infatti si manifesta con un’area bincastra quasi come una cicatrice
e si riconosce la sua natura tumorale solo perché alla periferia sono presenti
piccoli noduli a forma di grani di rosario.
L’espansione di questa forma è lenta e l’ulcerazione è
tardiva.
La forma ScleroCicatriziale è insidiosa sia perché viene
diagnosticata tardivamente sia perché risponde poco ai trattamenti specifici.
La forma Superficiale
Si manifesta come una chiazza arrossata a margini netti con un
bordo lievemente rilevato e desquamante o crostoso . E’ presente di solito al
dorso anche in forma multipla.
Il paziente di solito non si accorge di questa lesione che può
quindi espandersi fino a dimensioni notevoli.
La forma Sclerodermica
Si manifesta come una chiazza a margini rotondi che si
indurisce e diviene cicatriziale. Si accresce lentamente , difficilmente
sanguina. Non da dolore o prurito.
Spesso il paziente non si accorge della presenza.
Carcinoma Basocellulare o Epitelioma Basocellulare:
Opzioni di trattamento
Il Carcinoma Basocellulare o Epitelioma Basocellulare, pur
essendo un tumore raramente metastatizzante e quindi relativamente benigno, ha
una sorprendente capacità di riformarsi dopo qualsiasi tipo di trattamento.
Una ragione per questo comportamento è che il Carcinoma
Basocellulare o Epitelioma Basocellulare non ha dei margini definiti e nidi di
cellule tumorali possono trovarsi anche a distanza del nucleo tumorale
identificato.
Un’altre ragione è che la cute che ha generato un
Carcinoma Basocellulare o Epitelioma Basocellulare è già sufficientemente
danneggiata per riprodurne un altro, nell’immediato o a distanza di tempo.
Anche per questo tumore vige la regola che quanto prima si
identifica e quanto prima si interviene quanto più alte sono le possibilità di
successo terapeutico.
La chirurgia
La chirurgia è ancora oggi lo standard di riferimento.
Si esegue di solito in anestesia locale e si asporta
radicalmente il tumore con una parte di tessuto apparentemente sano di
contorno.
Per i tumori di maggiore dimensione o locati in aree
particolari, dopo l’asportazione, si procede alla ricostruzione della parte
eseguendo lembi o innesti cutanei.
La chirurgia è gravata dal costo elevato, dalle recidive
possibili e dagli esiti cicatriziali spesso cosmeticamente non validi.
La distruzione termica
Il Carcinoma Basocellulare o Epitelioma Basocellulare può essere
distrutto da onda termica, sia calda sia fredda, generata da Radiofrequenze, da
LASER, da Azoto Liquido ecc.
La distruzione termica è però gravata da molti inconvenienti
quali l’esito cicatriziale, il danneggiamento del tessuto sano, la possibilità
di infezione della zona trattata, la recidiva.
Per questi motivi oggi la distruzione termica è stata
sostituita da tecniche più valide.
La distruzione meccanica
Il Carcinoma Basocellulare o Epitelioma Basocellulare può essere
eliminato anche meccanicamente con un cucchiaio tagliente (curette) che enuclea
il tessuto tumorale da quello sano.
La distruzione meccanica ha come inconveniente l’esito
cicatriziale non valido e la frequenza elevata delle recidive.
La distruzione con raggi ionizzanti
La distruzione con i Raggi X, sebbene possibile, è ormai
abbandonata per il pericolo di indurre danni da raggi alle cellule sane e
quindi l’insorgenza di un nuovo tumore radioindotto.
Il trattamento con farmaci topici
Il farmaco 5 – FluoroUracile( 5-FU), un chemioterapico che
blocca la reduplicazione cellulare, è stato utilizzato in crema per
trattare il Carcinoma Basocellulare o Epitelioma Basocellulare. La scarsa
maneggevolezza del farmaco e le recidive frequenti ne hanno limitato l’uso.
Il farmaco Imiquimod , un immunomodulatore, in crema, è stato
anch’esso utilizzato per il trattamento di questi tumori ma irritazione
cutanea, tempi lunghi di guarigione , recidive frequenti e costo elevato ne
hanno limitato l’impiego.
Carcinoma Basocellulare o Epitelioma Basocellulare:
l’avvento della Terapia Fotodinamica (PDT)
La Terapia Fotodinamica (PDT) nasce all’inizio del 1900 quando
si comprese che prodotti eccitabili dalla luce, applicati sui tumori cutanei e
seguiti dall’esposizione al sole, erano in grado di produrre un ‘azione
distruttiva sui tumori stessi.
Questo fenomeno era dovuto al Fenomeno Fotodinamico allora non
conosciuto.
Il Fenomeno Fotodinamico (FF)
Il Fenomeno Fotodinamico (FF) consiste nella capacità che hanno
molti composti, naturali o di sintesi, di essere posti in stato di eccitazione
da parte dell’energia luminosa ( fotoni ).
Il composto molecolarmente eccitato dalla luce tende
immediatamente a tornare allo stato basale ed in questo passaggio di stato
libera energia.
L’energia liberata a sua volta è in grado di creare delle forme
instabili dell’Ossigeno, conosciuti come Radicali di Ossigeno dette Speci
Reattive di Ossigeno o ROS.
I ROS reagiscono immediatamente ossidando lipidi e proteine .
Le cellule sono particolarmente sensibili allo sviluppo dei
ROS e subiscono danni spesso irreversibili che portano poi a morte la cellula
stessa.

A differenza di altre metodiche che per uccidere le cellule
utilizzano farmaci tossici o radiazioni distruggenti (Rx,UV) , PDT lavora
in modo naturale sfruttando i componenti già presenti nella cellula e non
danneggiando il DNA contenuto nel nucleo della cellula.
Infatti la reazione di ossidazione dei componenti vitali della
cellula avviene al di fuori del nucleo.

Il Fotosensibilizzante
Il Fotosensibilizzante è l’elemento cardine della PDT.
Molti componenti naturali o di sintesi possono essere
considerati fotosensibilizzanti cioè in grado di far sviluppare i ROS una volta
illuminati dalla luce.
In dermatologia il fotosensibilizzante più utilizzato è l’Acido
Amino Levulinico
Chiamato in sigla 5- ALA o semplicemente ALA.
L’Acido Amino Levulinico
L’Acido Amino Levulinico è il primo componente della sintesi
delle porfirine
5-ALA 
che andranno a comporre l’Emoglobina cioè la proteina presente
nei globuli rossi per trasportare l’ossigeno ai tessuti.

All’interno dei Mitocondri delle cellule a partire dall’5 ALA si
sintetizza Protoporfirina IX cioè il precursore dell’emoglobina.

Questa molecola è estremamente instabile e se illuminata da una
luce di opportuna lunghezza d’onda entra in stato d’eccitazione e genera
energia.
L’energia generata all’interno della cellula provoca la
formazione di Speci Instabili di Ossigeno (ROS).
I ROS immediatamente ossidano lipidi e proteine bloccando le
funzioni della cellula che andrà in seguito incontro a processi involutivi (
Apoptosi ).
La selettività dell’ALA per le cellule tumorali
Tutte le cellule posseggono il corredo enzimatico per
trasformare ALA in Protoporfitina IX tuttavia le cellule degli
epiteliomi, che sono in reduplicazione accelerata, sono in grado di
sintetizzare una quantità esuberante di Protoporfirina IX rispetto alle cellule
normali. Quando avviene l’illuminazione sono proprio le cellule tumorali
a subire i maggiori danni.
La sicurezza nel Fenomeno Fotodinamico
La distruzione della cellula per Fenomeno Fotodinamico
simula la morte della cellula per invecchiamento naturale ( per ossidazione)
e non vi è possibilità di danneggiamento del patrimonio genetico
della cellula contenuto nel DNA come invece avviene utilizzando Raggi X, Raggi
UV, chemioterapia ecc.
E’ possibile che con il Fenomeno Fotodinamico non si riesca a
distruggere tutte le cellule tumorali e quindi avvenga una recidiva del tumore
ma non si creano le premesse per danni maggiori.
Pertanto la Terapia Fotodinamica è considerata un trattamento ad
alto profilo di sicurezza.
Le sorgenti luminose e la luce rossa
Per ottenere il Fenomeno Fotodinamico occorre eccitare la
ProtoporfirinaIX
con una luce di particolare lunghezza d’onda.
La lunghezza d’onda della luce è stata scelta a 630
nanometri (nm) cioè nella regione del rosso della luce visibile.
La ragione di questa scelta è duplice: la Protoporfitina IX
presenta un picco d’assorbimento a 630 nm

e la luce nella regione del rosso ha la massima
penetrazione nella cute come schematizzato nella figura sottostante.
Per eccitare la Protoporfirina IX non è necessario utilizzare la
luce prodotta dai LASER. I LASER si utilizzano quando si desidera sfruttare il
calore per tagliare o per distruggere il tessuto. Il Fenomeno Fotodinamico è un
processo fotochimico che avviene senza calore e pertanto è sufficiente disporre
di una sorgente luminosa intensa ma non emettente calore.
Oggi si utilizzano le lampade LED che hanno una emissione
costante, non sviluppano calore, hanno una durata lunga e un costo contenuto.

sorgente luminosa a LED S.630 (Alpha Strumenti)
Terapia Fotodinamica (PDT): Protocollo per Carcinoma
Basocellulare o Epitelioma Basocellulare
Il protocollo per il trattamento con ALA-PDT del Carcinoma
Basocellulare o Epitelioma Basocellulare prevede molte varianti a seconda del
tipo di tumore, della sede, del tipo di cute, dalla durata della lesione ecc.
Le varianti più comuni sono il tempo di esposizione ad ALA ed il
numero delle sedute di PDT da programmare.
1 visita , documentazione
fotografica, accertamenti aggiuntivi
2 Informativo per il
paziente valido per ottenere il Consenso Informato
3 Preparazione della lesione
per PDT quando è necessario
4 Applicazione di ALA al 10
% in apposito veicolo
5 Occlusione della parte
trattata con film di polietilene o analogo per favorire la penetrazione del
prodotto
6 Copertura della parte
trattata per impedire la penetrazione della luce
7 Attesa per lo sviluppo
della Protoporfirina IX da 4 ore a 18 ore secondo le indicazioni
8 Trascorso il tempo
determinato, rimozione della medicazione
9 Osservazione con la luce
tipo Wood della fluorescenza come indice dello sviluppo della Protoporfirina IX
10 Esposizione della zona trattata con
ALA alla luce rossa per il tempo di estinzione della fluorescenza ( nell’ordine
dei 10 minuti, variabile a seconda della sorgente luminosa)
11 Se compare dolore intenso, sospensione
temporanea dell’illuminazione, raffreddamento dell’area in trattamento con
acqua vaporizzata (ventilatore con spruzzo d’acqua, bomboletta con acqua in
spray)
12 Al termine dell’esposizione alla luce
rossa controllo dell’estinzione della fluorescenza con luce tipo Wood
13 In caso di mancata estinzione della
fluorescenza estensione del tempo d’ illuminazione
14 Al termine, medicazione dell’area trattata
con Unguento ai PEG e garza di cotone
15 A domicilio proseguimento della medicazione
con Unguento ai PEG una volta al giorno per una settimana
16 Dopo 15 giorni seconda seduta di PDT con le
stesse modalità sopraesposte
17 I controlli clinici sono programmabili al
terzo, sesto e dodicesimo mese.
18 In caso di recidiva possono essere
programmare nuove sedute di PDT o decidere per altro tipo d’intervento
I risultati ottenibili con ALA-PDT nel trattamento del
Carcinoma Basocellulare o Epitelioma Basocellulare
Secondo i dati della letteratura internazionale la percentuale
di guarigione dal Carcinoma Basocellulare o Epitelioma Basocellulare con
ALA-PDT è sovrapponibile a quanto ottenibile con la chirurgia tradizionale e
superiore a quanto ottenibile con i metodi distruttivi (LASER, Crioterapia,
RadioFrequenza ecc).
I punti di forza del trattamento ALA-PDT sono:
1 Non esito cicartiziaele e
miglior risultato estetico
2 Non uso di anestetico
3 Non danneggiamento del
tessuto circostante la lesione
4 Possibilità di trattamento
di più lesioni contemporaneamente
5 Possibilità di trattamento
di lesioni estese o non idonee alla chirurgia
6 Possibilità di trattamento
su individui ritenuti non idonei alla chirurgia
Per questi motivi il trattamento ALA-PDT è considerato
trattamento di prima scelta del Carcinoma Basocellulare o Epitelioma
Basocellulare e deve essere proposto ai paziente affetti da questo tipo di
tumore cutaneo.
Esempi di trattamento con Terapia Fotodinamica









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